Il Partito Pensionati è un partito politico italiano guidato da Carlo Fatuzzo, parlamentare europeo. È stato fondato a Milano il 19 ottobre 1987.
 

Nel corso degli anni Ottanta si afferma il Partito Nazionale Pensionati, che annovera tra i suoi maggiori esponenti Carlo Fatuzzo. Da tale soggetto politico si originano successivamente altre formazioni politiche: tra queste i Pensionati Uniti, fondato nel 1987 da Filippo de Jorio, e il Movimento Pensionati, nato nel 1991 su iniziativa di Roberto Olivato (le due formazioni daranno luogo ad un soggetto unitario per le elezioni politiche del 2006); il Movimento Pensionati Uomini Vivi, fondato dall'ex senatore DC Luigi D'Amato, presente alle elezioni politiche del 1992 all'interno della lista Federalismo Europa Autonomie; e lo stesso Partito Pensionati.

 

Una collocazione moderata

 

Dopo aver contribuito ad eleggere alcuni consiglieri regionali e provinciali in competizioni amministrative, prevalentemente nel nord Italia, il partito si fa notare alle elezioni europee del 1999 quando si presenta liste in tutte le circoscrizioni ed riesce a raggiungere lo 0,75% nazionale facendo eleggere il segretario Fatuzzo al Parlamento Europeo.

 

Il partito si ripresenta alle elezioni europee del 2004, riscuotendo l'1,1% su base nazionale ed eleggendo di nuovo un parlamentare europeo.

 

Da sempre schierato su posizioni moderate e di centrodestra (nel parlamento europeo aderisce al Partito Popolare Europeo e ha a lungo sostenuto le giunte regionali di centrodestra), il partito presenta propri candidati autonomi in alcuni collegi del Senato alle elezioni politiche del 1996 e del 2001.

 

In occasione delle elezioni regionali del 2005 sceglie alleanze diversificate regione per regione, talora col centrosinistra e talora col centrodestra.

 

Il passaggio a L'Unione e la scissione

 

La rottura definitiva col centrodestra si consuma, però, il 6 febbraio 2006, dopo un incontro a Bologna tra Fatuzzo e Romano Prodi, quando il partito delibera di schierarsi (in vista delle elezioni politiche) con L'Unione:Fatuzzo, in tale circostanza, dichiara finita l'alleanza tra i pensionati ed il centrodestra, in quanto il governo Berlusconi ha "disatteso alcune promesse", riferendosi alla riforma pensionistica che posticipa l'età pensionabile a partire dal 2008.
In seguito a questa decisione, un gruppo di dissidenti esce dal partito, fondando la Federazione Italiana Pensionati Uniti - F.I.P.U., che rimane alleata del centrodestra.

 

All'indomani delle consultazioni, i risultati mostrano la riconferma sostanziale dei recenti consensi, che però non attribuiscono al partito alcun seggio, in quanto non ha superato il 2% previsto dalla legge elettorale e nella lista dei partiti della maggioranza "miglior perdenti" è stato superato dall'UDEUR di Mastella.
Tra i partiti di maggioranza esclusi dal parlamento è quello che ha ricevuto più voti. I Pensionati raccolgono 334 000 voti alla Camera (0,9%) e 340 000 al Senato (1,0%). Il partito, tuttavia, non ottiene rappresentanti all'interno del Governo Prodi II.

 

In occasione del referendum costituzionale del 2006, il partito si schiera sulle posizioni del "No".

 

Il ritorno nel centrodestra e il PdL

 

In una conferenza tenutasi il 20 novembre 2007 a Roma Carlo Fatuzzo ha dichiarato chiusa l'alleanza del Partito Pensionati con l'Unione di centrosinistra e annuncia l'adesione del partito al gruppo di Forza Italia nel Parlamento Europeo, decisione che è stata ratificata dall'Assemblea nazionale del partito.

 

Il Partito Pensionati è stato inoltre presente alla manifestazione del 2 dicembre 2006 a Roma  contro la Finanziaria del Governo Prodi II.

 

Nei primi mesi del 2008 il partito ha dichiarato la sua confluenza nel Popolo della Libertà, il partito unico del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi.

 

Alle elezioni politiche del 2008 tuttavia, nonostante la vittoria del PdL, il Partito non riesce a eleggere nessuno dei suoi rappresentanti né nelle liste PdL della Camera (nelle quali era candidato in Lombardia il vicesegretario Lino Miserotti), né del Senato (nelle quali era candidato il presidente nazionale Giacinto Boldrini, sempre in Lombardia).

 

In seguito alla nascita del PdL (25 marzo 2009), il Partito Pensionati decide di non confluire. Alle elezioni europee del 2009 i Pensionati presentano una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo  e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati, il Polo dell'Autonomia.

 

Nel 2010, con le elezioni regionali, il Partito Pensionati si schiera col centro-sinistra in Lombardia (dove viene eletta Elisabetta Fatuzzo figlia del leader del partito), e in Emilia-Romagna (nessun eletto ma è riuscito a presentare le liste solo a Modena riportando lo 0,91% e a Ferrara ottenendo l'1,19%); si schiera invece col centrodestra in Piemonte (con l'elezione di un consigliere, Michele Giovine).

 

L'ingresso alla Camera dei deputati

 

Nel'aprile 2012 il Partito Pensionati entra con un suo esponente alla Camera dei Deputati. Infatti in seguito alle dimissioni di Adriano Paroli (incompatibile in quanto sindaco di Brescia), poi di Antonio Verro e poi ancora di Marco Airaghi viene recuperato come primo dei non eletti il pensionato Lino Miserotti che entra così nel Parlamento Italiano e aderisce al gruppo del Popolo della Libertà, nelle cui liste era stato candidato.

 

L'ingresso al Senato

 

Nel maggio 2012 il Partito Pensionati entra con un suo esponente al Senato. Infatti in seguito alla morte di Giampiero Cantoni subentra Giacinto Boldrini che entra così nel Parlamento Italiano e aderisce al gruppo del Popolo della Libertà, nelle cui liste era stato candidato.

 

Valori

 

Il programma del partito consiste nella tutela corporativa del pensionato e nel perseguimento di alcuni obiettivi basilari, come dare ai lavoratori la possibilità di trattenere i propri contributi in busta paga, dare un contributo alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti, l'abolizione del cumulo di reddito fra coniugi per le pensioni dirette, portare al 100% la pensione di reversibilità del coniuge defunto (attualmente è al 60%), ottenere un rimborso dei contributi per chi non arriva all'età pensionabile, case di riposo dignitose e in numero sufficiente, abolire la lunga tempistica d'attesa per le visite ospedaliere, dare contributi alle associazioni di anziani e pensionati e alle Università libere e della Terza età.

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Pensionati in TV

Per la legge sulla parcondicio i programmi televisivi sono sospesi fino al 31 maggio 2015.

 

  • Adeguamento delle pensioni agli aumenti contrattuali dei lavoratori
  • No al cumulo dei redditi tra coniugi!
  • Pensione d’invalidità anche agli ultra 65enni
  • Pensione anticipata ai familiari di non autosufficienti
  • Contributi alle famiglie che assistono gli anziani non autosufficienti
  • Raddoppio della indennità di accompagnamento!
  • Aumento di tutte le pensioni contro il caro-euro!
  • No a pensioni minime da fame dopo anni e anni di lavoro!

 

 

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